I veli di S. Agata


BOTTEGHE DEL QUARTIERE DI S.AGATA, VIA S.AGATA
Inaugurazione venerdì 10 ottobre alle 19.00
Orari di apertura delle botteghe

Il quartiere Sant'Agata è un enclave degli anni '60 in pieno centro storico. Condomini all'epoca signorili, un parchetto salvato dal fallimento della ditta che avrebbe dovuto costruire anche lì, un loggiato dove una volta c'erano super market e negozi. Negli anni '90 subisce il destino di molti immobili di quegli anni, ovvero la svalutazione. Un processo ben noto, ma che si trasforma in un rapporto causa effetto illogico: arrivano affittavoli e vicini di casa internazionali e le case si svalutano (non il contrario...). Difatti, la flessione dei prezzi dovuta in parte alla crisi, in parte ad un'evoluzione dei gusti abitativi, abbassa il valore del metro quadro in pieno centro. Così succede anche ai negozi, che mutano gestioni, aprono e chiudono, fino al 2009 quando sono affittati da commercianti di origini africane.



 

Immancabilmente spunta il conflitto e la polemica. Il PDL organizza una riunione nel parchetto, alcuni raccolgono firme, multe salatissime ai negozianti che porteranno poi ad un esito tragico: la morte di Tina, che rimasta senza risorse non può scaldare casa sua e usa una stufetta che sarà causa del suo decesso. 

Poi cala il silenzio. E piano piano nuovi inquilini si affacciano sul loggiato: un restauratore, un liutaio e un libraio. Come richiamati da questo luogo che fa parlare di sé. Il quartiere in parte mantiene le sue paure, in parte si apre e i bambini giocano nel parco, d'estate a frotte. I vicini si salutano. Ogni tanto arriva qualche manifestazione sotto il Provveditorato, che anch'esso è sulla via dismissione. Così come abbandonate sono ancora le stanze una volta occupate dall'ASL. 

 


Il quartier Sant'Agata ha intanto una nuova vita, che potrebbe potenziarsi se questi spazi pubblici venissero destinati nel centro a giovani creativi, a laboratori, ad associazioni. È un polmone di residenti, che oggi hanno cognomi diversi, parlano molte lingue, come succede nelle metropoli del mondo. Così si affacciano in questi spazi tre artisti, Liliana Salone, Marina Girardi e Rocco Lombardi, senza intaccarne la vita e la struttura. Espongono originali che dialogano con quanto è già dentro le tre botteghe artigiane. Che la bellezza protegge, ti costringe a fermarti e forse a pensare.



Queste mostre sono ovviamente dedicata alla memoria di Augustina Chioma Ononiwu Mc Kinnon detta Tina.