Diala Brisly | Syria

Diala Brisly sarà:

  • Sabato 21 maggio, ore 19.00, Teatro degli Atti, via Cairoli n.42, Rimini

Il disegno salva mondi: Diala Brisley, illustratrice siriana, racconta la sua esperienza di disegnatrice nei campi profughi del Libano, intervistata da Tahar Lamri

 


 

Diala Brisly è un'illustratrice ed un'attivista siriana. Ha lasciato la Siria nel 2013 e al momento vive a Beirut dove continua a realizzare illustrazioni il cui messaggio è rivolto principalmente al popolo e alla realtà siriana e dove conduce workshop di disegno con i bambini, profughi come lei a causa della guerra civile. I suoi lavori sono ancora distribuiti nel suo paese, anche se con grande difficoltà: questa è tuttavia la ferma volontà dell'autrice, il cui intento artistico è quello di raggiungere l'immaginario dei bambini siriani (siano essi rifugiati in altre nazioni o ancora risiedenti in Siria) e di far sì che rimanga in qualche modo umano e infantile, anche nello spazio ristretto di una pagina.  




Il nome di Diala comincia ad essere conosciuto nel web soprattutto a seguito della realizzazione di un'illustrazione a sostegno dello sciopero della fame condotto da alcune donne che protestavano per le proprie condizioni di vita nel carcere di Adra. La maggior parte dei suoi lavori gravita intorno a tematiche quali la giustizia sociale, la libertà per il popolo siriano e la difesa dei diritti dell'infanzia.

 

 

Comincia la sua attività nel 2001 come disegnatrice presso il canale siriano Spacetoon, in collaborazione con la giovanissima serie “Dumtum Salimeen”. Da allora, la sua carriera artistica ha esplorato diversi linguaggi espressivi tra cui l'animazione, l'arte concettuale, la pittura, il fumetto, il layout design. Ha realizzato dodici cortometraggi d'animazione e altri lungometraggi e sei spettacoli televisivi per diverse emittenti, tra cui BBC e Al Jazeera kids.



Da qualche anno lavora alla realizzazione del magazine illustrato Zayton and Zaytonah, che tradotto sarebbe “Ulivo e Oliva” (tantissime sono le piantagioni di ulivi nel nord della Siria) e che ha lo scopo, come dichiara la stessa autrice, di «ricordare ai bambini di rimanere bambini di tenerli lontani dall'idea di essere dei combattenti. È molto importante tenerli su questa linea – restare umani – e di evitare che crescano solo per combattere e morire in una guerra che non gli appartiene». 

Durante i suoi workshop di disegno, Diala aiuta i bambini nell'elaborazione del lutto, avendo vissuto l'esperienza della perdita in prima persona – ha infatti perso il fratello nella guerra civile. Profondamente convinta che la Siria non sia solo e soltanto l'immagine della devastazione e della morte, della guerra a cui si assiste in questi anni, i suoi lavori vogliono dare voce alle infinite sfumature di realtà di stati d'animo delle persone che provano a resistere e a continuare a vivere la propria vita, che va avanti nonostante tutto. In tale contesto l'arte, per Diala, è sì una forma di reazione ad un tempo estremamente difficile, un modo alternativo di affrontare la tragedia. «Noi non siamo la guerra – noi vogliamo pensare e sentire. L'arte può comunicare su più livelli, è più libera e per me è qualcosa di meraviglioso».