Frédéric Coché (Francia)

Nasce in Francia nel 1975, precisamente a Pont-à-Mousson, vicino al villaggio in cui è nata Giovanna d’Arco. Dopo essersi diplomato all'Institut Saint-Luc di Bruxelles, si specializza all'Ecole Nationale Supérieure di Nancy.

 

È un artista che crea immagini fantastiche, strane, piuttosto inusuali.

La sua personalissima tecnica fumettistica è basata su una sequenza non lineare di immagini realizzate con tecniche particolari come l’acquaforte e la pittura a olio.

Tra le sue opere, ricordiamo Hortus Sanitatis (2001), realizzata nel contesto di Bruxelles, capitale culturale del 2000. L'aspetto stilistico peculiare delle tavole è il loro riferimento visivo alla pittura ad olio della tradizione belga, la trattazione della figurazione netta e simbolica, che evoca allo stesso tempo il passato della città di Bruxelles e l’universalità delle tematiche affrontate. In 32 pagine mute l'artista è riuscito a concentrare un distillato della storia della città belga e ad evocare suggestioni urbane nascoste.

Il successivo libro è Vie et Mort du Héros Triomphante (2004), una carrellata di immagini, di stili e di epoche. Il fulcro del racconto è lo scavo archeologico di una mastaba, un monumento funerario che funge da tomba e da cappella nello stesso tempo.

Realizzato con preziose incisioni, questo libro conferma la cifra poetica ed estremamente estetica dell'autore.

 

Nella residenza d’artista di Berlino, rompe con la prediletta tecnica dell’incisione ad acquaforte, per adottare quella della tempera ad olio, alla quale lavorava su grande formato già da molti anni.

Nel 2007 pubblica Hic Sunt Leones, in cui coniuga per la prima volta la ricerca grafica della precedente produzione artistica con la sperimentazione pittorica condotta parallelamente e presentata in mostre collettive e personali in Francia, Germania e Olanda.

 

La sua produzione sfida inoltre la barriera della filosofia: l'approccio a la Dialettica dell’illuminismo di Adorno conferma lo spirito di ricerca di Cochè. Egli mette in scena un Ulisse dal gusto fiammingo e post-moderno, sospeso tra trionfi della morte e citazioni dell’arte nordica, ricercati anacronismi stilistici e omaggi a uno dei miti più amati in tutto il mondo.

 

Cochè collabora in Italia con la galleria Miomao di Perugia.

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